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17/06/2010
Piano d'azione nazionale delle rinnovabili al 2020: pubblicato il documento.

La Direzione generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica del Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato il piano d'azione sulle fonti rinnovabili in Italia al 2020. 

Tale piano è un obbligo per ogni Stamo menbro dell'Unione Europea, infatti la direttiva europea 2009/28 stabilisce un quadro comune per la promozione dell'energia da fonti rinnovabili e fissa obiettivi nazionali obbligatori per la quota complessiva di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia e per la quota di energia da fonti rinnovabili nei trasporti.Secondo quanto previsto all'art. 4, comma 2, della stessa direttiva, ogni Stato membro è tenuto ad adottare un piano di azione nazionale per le energie rinnovabili, da trasmettere alla Commissione Europea entro il 30 giugno 2010. Con la recente legge comunitaria 2009 il Parlamento ha conferito delega al Governo per il recepimento della direttiva, fissando specifici criteri per l'esercizio della delega. In coerenza con le indicazioni presenti nella legge delega, il Ministero dello Sviluppo Economico, di concerto con i Ministeri competenti, ha sviluppato uno schema di piano in cui sono delineate la strategia per il settore e le principali misure di attuazione, che con la presente viene portato in consultazione pubblica.

Il piano d'azione illustrata la strategia nello sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili, il Piano inoltre disegna le principali linee d'azione, in un approccio organico per il perseguimento degli obiettivi strategici, articolandole su due piani: la governante istituzionale e le politiche settoriali, per cui le linee di azione sono delineate sulla base del peso di ciascuna area di intervento (trasporti, elettricità, riscaldamento/raffreddamento) sul consumo energetico lordo complessivo. Il Piano di azione nazionale contiene e descrive l'insieme delle misure (economiche, non economiche, di supporto, di cooperazione internazionale) necessarie per raggiungere gli obiettivi, prevedendo di intervenire sul quadro esistente dei meccanismi di incentivazione (quali, per esempio, i certificati verdi, il conto energia, i certificati bianchi, l'agevolazione fiscale per gli edifici, l'obbligo della quota di biocarburanti, ...) per incrementare la quota di energia prodotta rendendo più efficienti gli strumenti di sostegno, in modo da evitare una crescita parallela della produzione e degli oneri di incentivazione, che ricadono sui consumatori finali, famiglie ed imprese.

 

 


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