La Diga di Campolattaro

L’ASEA è il soggetto gestore della diga di Campolattaro sul fiume Tammaro.

Le attività di gestione si articolano: nel completamento ed esercizio della diga; nell’attuazione degli schemi di utilizzazione delle acqua invasate; nel presidio e nei vari ambiti di monitoraggio tecnico ambientale dell’invaso.*

La diga è attualmente nella fase finale del suo collaudo, il riempimento avviene per gradi seguendo la procedura precisi protocolli tecnici. Con la conclusione dei lavori per la realizzazione della variante alla strada “Senzamici” ricadente nel comune di Morcone, prevista nel mese di marzo 2018, sarà possibile finalmente raggiungere la quota di massima regolazione dell’invaso: 377,25 m.s.l.m. e procedere al collaudo funzionale dell’opera, e di conseguenza alla fine degli invasi sperimentali e all’avvio di quelli ordinari.

L’ASEA sta contemporaneamente provvedendo, in accordo con il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Campania, alla redazione dei progetti per l’utilizzazione delle acque invasate, in particolare ha redatto lo studio di fattibilità per la realizzazione dell’adduzione primaria (galleria di derivazione), da realizzarsi con fondi ex Delibera Cipe n°58/2016.

Inoltre sono previsti: il ripristino della traversa di Tammarecchia, la redazione del piano di gestione e la  realizzazione di un impianto di mini-idroelettrico con potenza di circa 400kW con utilizzazione della portata corrispondente al Deflusso Minimo Vitale da restituire all’alveo del Tammaro a valle della diga.

L’ASEA, quindi, intende valorizzare la realtà complessiva dell’invaso di Campolattaro, come volano di sviluppo sostenibile del territorio, concretizzando l’utilizzo potabile, irriguo ed energetico delle acque. Non secondaria l’azione di  tutela e valorizzazione naturalistico-ambientale e di promozione turistica del contesto della diga.

*Il servizio di gestione e monitoraggio tecnico ambientale dell’invaso consiste in:
• Guardiania – sorveglianza
• Ricognizione periodica della struttura
• Rilievo giornaliero dei livelli d’invaso
• Misurazione giornaliera portata idrica dei dreni
• Rilievo giornaliero dei dati metereologici

• Rilievo mensile dei dati alto e planimetrici
• Misure bisettimanali dei livelli piezometrici ed inclinometrici
• Misure bisettimanali degli assesti metri de dei giunti
• Manovra degli organi di scarico
• Manutenzione della struttura: pulizia delle balze, delle strade di accesso, dei sentieri dei canali e delle cunette

L’11 dicembre 1980, con deliberazione n. 3701, il Consiglio di Amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno diede il via libera definitivo all’opera per un costo complessivo di 69 miliardi e 344 milioni di lire. Questa la scheda tecnica della diga ricavabile dal progetto:
• Quota di massimo invaso: 381,45 metri sul livello del mare
• Piano di coronamento: 387,40 metri sul livello del mare
• Larghezza del coronamento: 9 metri
• Sviluppo del coronamento: 820,60 metri
• Altezza massima del rilevato: 62,90 metri;
L’accumulo d’acqua annuo massimo previsto è pari a circa 109.000.000 m³, così suddivisi: 89.000.000 m³ provenienti dal Tammaro (cui sottende un bacino imbrifero di circa 256 Kmq., pari a poco più del 10% del territorio della provincia di Benevento); 20.000.000 m³ derivanti dalla traversa di gronda sul “Tammarecchia” (cui sottende un bacino di 75 Kmq.). I volumi d’acqua ritenuti utilizzabili ogni anno sono pari a 87.200.000 m³.

I lavori iniziarono nel 1981 e furono ultimati nel 1993.

La Regione Campania, con delibera della Giunta n. 1178 del 7.3.1995, individuò il soggetto gestore nella Provincia di Benevento, con l’intesa che la stessa si sarebbe avvalsa della cooperazione dell’Ente per lo Sviluppo dell’Irrigazione e la Trasformazioni fondiaria in Puglia, Lucania ed Irpinia. Sulla scorta di tale decisione, ai sensi del decreto legislativo n. 96 del 1993, il Commissario ad Acta nominato dal Ministero dei Lavori pubblici trasferì, con decreto n. 6473 del 29.1.1997, alla Provincia di Benevento il progetto di completamento dell’opera.

Grazie all’impegno dell’allora governo della Provincia di Benevento, il 29 aprile 2006, fu avviato il collaudo dell’opera con chiusura delle paratoie e, dunque, con l’inizio della formazione del lago artificiale. Il riempimento dell’invaso, avviene per gradi, obbedendo la procedura a precisi protocolli tecnici.

Dal 1 gennaio 2014 l’ASEA è il soggetto gestore della diga, ponendosi le precise finalità di collaudare l’opera ed attivarne gli utilizzi, potabili, idrici ed energetici.

Statistiche

QUOTA DI INVASAMENTO attualmente autorizzata  374 m. sul livello del mare

ESTENSIONE SUPERFICIE MQ 5.715.370 pari a 96.644.549 MC di acqua 

QUOTA DI INVASAMENTO massimo raggiungibile 377,25 m. sul livello del mare
ESTENSIONE corrispondente MQ 6.681.282  pari a MC di acqua 117.007,112

L’invaso di Campolattaro ricade in un’area ricca di numerosi habitat e specie faunistiche ed avifaunistiche; tale ecosistema trova riconoscimento da parte della Commissione Europea in quanto sono state identificate nell’ambito della Rete Natura 2000 l’Area Sic (Sito di interesse comunitario) “Alta Valle del Fiume Tammaro” e l’Area Zps (Zona di protezione speciale) “Invaso del Tammaro“.  All’interno di esse è presente un’area naturalistica protetta di circa 1.000 ettari gestita dal WWF Sannio con cui l’ASEA ha sottoscritto una convenzione per la gestione. Per il pubblico: le visite all’Oasi si effettuano la domenica dalle ore 9:00 alle 13:30 e tutti i giorni su prenotazione

Approfondimenti:

Associazione NaturalMente Oasi

Oasi Wwf “Lago di Campolattaro”

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